Conferenza sul genocidio degli Armeni

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Aula Magna Liceo G. De Bottis -  Torre del Greco(NA)

Relazione conferenza “Il genocidio degli armeni” con Padre Grigoris Siranian

Domenica 24 Aprile 2016 è ricorso il 101esimo anniversario del cosiddetto "primo genocidio del 900", ovvero il "genocidio degli armeni" avvenuto il 24 Aprile 1915. Noi del liceo De Bottis, abbiamo avuto il piacere di ricordare, con un giorno di anticipo, tale avvenimento insieme a Grigoris Sirian, sacerdote e monaco armeno che vive attualmente presso l'isola di San Lazzaro, una delle comunità armene più famose in Italia. A prendere inizialmente la parola è stato il professore di storia e filosofia Giulio De Rosa, il quale ci ha offerto un quadro storico generale partendo dalla definizione stessa di genocidio cioè "l'impedimento da parte di un popolo all'esistenza in tutti i sensi di un altro popolo". Il genocidio degli armeni è una parte di storia che dà molto a pensare, come ogni strage, e che ha come protagonisti esponenti di minoranze sociali. Si tratta della deportazione e l'assassinio in massa di un intero popolo consumatosi nel vicino Oriente ad opera dei Turchi che volevano ottenere una base sociale compatta decidendo di imporre con la forza la propria etnia, per cui molti armeni, per salvarsi, dovettero convertirsi all'islam. Ciò su cui si sofferma Padre Grigoris sono dei principi nei quali possiamo anche noi riconoscerci come membri di una medesima famiglia e ciò si rivela essere lo scopo stesso di quello che egli definisce un semplice incontro e non come una conferenza. L'azione di conversione significò per gli armeni la perdita della propria vita e della propria identità, come si evince dalle parole di Grigoris, questo evento tragico ha intriso di sangue le pagine della storia mondiale macchiando violentemente la coscienza dell'essere umano. La testimonianza armena affonda radici nel buio della terra e si apre al mondo. Grigoris suggerisce una commemorazione di tipo intimista, concludendo la conferenza con un semplice pensiero rivolto ai suoi connazionali: "Le persone armene muoiono con un sorriso, nel buio del silenzio il pianto fa nascere tutte le cose belle, gli astri con le stelle, gli armeni voltano lo sguardo al cielo, due lacrime per l'Armenia diventano bellezza per il mondo".

Annoso Pasqualina, Marino Anna, D'Ambrosio Mariarosaria, Di Luca Carmen Tonia, Falanga Michela    5M  


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